una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

30 marzo 2013

La forza del Risorto vince tutto!




Leggo ora il messaggio di Papa Francesco per l'ostensione straordinaria della Sindone, e ve lo propongo perché mi sembra il miglior modo di accogliere quest'anno il dono della Pasqua:


Cari fratelli e sorelle,
mi pongo anch’io con voi davanti alla sacra Sindone, e ringrazio il Signore che ci offre, con gli strumenti di oggi, questa possibilità.
Anche se avviene in questa forma, il nostro non è un semplice osservare, ma è un venerare, è uno sguardo di preghiera. Direi di più: è un lasciarsi guardare. Questo Volto ha gli occhi chiusi, è il volto di un defunto, eppure misteriosamente ci guarda, e nel silenzio ci parla. Come è possibile? Come mai il popolo fedele, come voi, vuole fermarsi davanti a questa Icona di un Uomo flagellato e crocifisso? Perché l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine – impressa nel telo – parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore.
Lasciamoci dunque raggiungere da questo sguardo, che non cerca i nostri occhi ma il nostro cuore. Ascoltiamo ciò che vuole dirci, nel silenzio, oltrepassando la stessa morte. Attraverso la sacra Sindone ci giunge la Parola unica ed ultima di Dio: l’Amore fatto uomo, incarnato nella nostra storia; l’Amore misericordioso di Dio che ha preso su di sé tutto il male del mondo per liberarci dal suo dominio. Questo Volto sfigurato assomiglia a tanti volti di uomini e donne feriti da una vita non rispettosa della loro dignità, da guerre e violenze che colpiscono i più deboli… Eppure il Volto della Sindone comunica una grande pace; questo Corpo torturato esprime una sovrana maestà. È come se lasciasse trasparire un’energia contenuta ma potente, è come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza; la forza dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto.
Per questo, contemplando l’Uomo della Sindone, faccio mia, in questo momento, la preghiera che san Francesco d’Assisi pronunciò davanti al Crocifisso:

Altissimo e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
E dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta,
senno e conoscimento, Signore,
che faccia il tuo santo e verace comandamento. Amen".


Mi ha particolarmente colpito che il Papa ci abbia suggerito questa splendida preghiera di S. Francesco, che mi è molto cara fin dal giorno in cui un'amica suora Clarissa me la regalò, in occasione della mia ordinazione sacerdotale, scritta su una bellissima pergamena.
Mettersi davanti alla Croce, ci dice il Papa, significa non solo guardare, venerare, pregare, ma soprattutto lasciarci guardare. Questo è il punto fondamentale! Anche il Risorto si presenta ai suoi amici per guardarli negli occhi e annunciare loro la Pace e il dono dello Spirito Santo.
E anche Pietro, dopo essersi visto guardare dopo il suo rinnegamento, si è visto guardare negli occhi da Cristo, quando gli chiedeva "Simone, mi ami tu più di costoro?".
Lasciarci guardare da Cristo. Questo è il passaggio fondamentale per tornare ad essere uomini e donne lieti e sereni. Perché solo lo sguardo di Cristo ci restituisce a noi stessi, facendo piazza pulita di tutti gli altri sguardi che diamo o che cerchiamo... cerchiamo consenso, adulazione, plauso, oppure cerchiamo uno sguardo che ci autorizzi ad esistere, che riempia qualcosa del vuoto enorme che sentiamo dentro perché non ci stimiamo...
O, ancora, quando siamo noi a guardare, il nostro sguardo è spesso interessato, manipolatore, oppure vuole celare qualcosa, vuol vedere ma non lasciarsi guardare...
E quante volte, anche negli sguardi d'amore che abbiamo per le persone a noi più care, sentiamo come il tarlo di parole non dette, di perdoni non concessi, di verità taciute, di paure inesprimibili... che velano e offuscano gli sguardi che diamo e che riceviamo.
Solo Cristo ha per noi uno sguardo completamente limpido. Di Uno che non ha bisogno di ignorare nulla di noi per poter continuare ad amarci; di Uno che non deve nasconderci niente di noi per timore che non possiamo sopportarlo, ma che ci invita a guardarci dentro insieme con Lui, perché Lui ci conosce già per intero e, nonostante questo (diremmo noi!), non smette di amarci, anzi: ci ama ancor di più per le ferite che vede dentro di noi e che vuole guarire.
Questo è il modo in cui la Pasqua di Cristo ci raggiunge: un Volto Santo, che ci guarda con indicibile tenerezza, e che insieme ha la pretesa di essere lo sguardo della Verità ultima e definitiva su di noi.
Per questo, con san Francesco e con papa Francesco preghiamo chiedendo: Signore, "illumina le tenebre de lo core mio", insegnami tu senno e conoscimento, insegnami a guardare tutta la realtà come la guardi Tu!
Questa illuminazione sarà la nostra Pasqua, nella gioia di saperci guardati e di ricevere così la possibilità di guardare, come dice il Salmo 35: "Alla tua luce, Signore, vediamo la luce"!
Buona Pasqua!
don Francesco

PS: qui sotto trovate le ultime omelie, comprese quella delle Palme e di Pasqua








05 marzo 2013

Pregare per la Chiesa, certi della Presenza di Cristo

Care amiche, cari amici,
questi giorni di attesa sono segnati dalla necessità di meglio comprendere quale segno sia per noi ciò che ci ha offerto Benedetto XVI, ora Sommo Pontefice emerito.
Una riflessione a partire dal testo della sua ultima udienza generale, in dialogo con alcuni amici di Milano, nel file audio qui sotto.
Buon cammino.

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