una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

24 dicembre 2012

Lo sguardo del Padre negli occhi di Cristo Bambino

Gli auguri di Natale sono affidati quest'anno a un poeta russo contemporaneo, Iosif Brodskij.
Ringrazio di cuore l'amica Elena, per avermi offerto questa splendida poesia.

Tiziano Vecellio: Adorazione dei Magi – Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana – Milano (c)



Iosif Brodskij – LA STELLA DI NATALE

In un tempo freddo, in un luogo abituato più alla calura
che al gelo, alle pianure più che alla montagna,
un Bambino nacque in una grotta per salvare il mondo;
la tormenta infuriava come solo d’inverno nel deserto sa fare.

Tutto gli sembrava enorme: il seno della madre, il vapore giallo
dalle narici del bue, i Magi - Baldassarre, Gaspare,
Melchiorre – i loro doni, portati fin qua.
Era solo un puntino. E un puntino era anche una stella.

Attentamente, senza tremolare, attraverso le rade nubi
Dalla profondità dell’universo, dal suo limite estremo,
La stella guardava da lontano dentro la grotta
il Bambino nella greppia. Ed era questo lo sguardo del Padre.

24 dicembre 1987

Иосиф Бродский - Рождественская звезда

В холодную пору, в местности, привычной скорей к жаре,
Чем к холоду, к плоской поверхности более, чем к горе,
Младенец родился в пещере, чтоб мир спасти;
Мело, как только в пустыне может зимой мести.

Ему всё казалось огромным: грудь матери, жёлтый пар
Из воловьих ноздрей, волхвы – Бальтазар, Каспар,
Мельхиор; их подарки, втащенные сюда.
Он был всего лишь точкой. И точка была звезда.

Внимательно, не мигая, сквозь редкие облака,
На лежащего в яслях ребёнка издалека,
Из глубины Вселенной, с другого её конца,
Звезда смотрела в пещеру. И это был взгляд отца.

24 декабря 1987

L'annuncio che lo sguardo del Padre non si ritrae dal nostro tempo e dal nostro mondo, che sempre più scopriamo di aver reso deserto, ci dona un luogo in cui davvero, e senza alcuna illusione, possiamo collocare la nostra consistenza: la grotta di Betlemme, “Casa del pane”, dove giace Colui che ancora oggi si fa Pane di Vita per ricostituire in noi la pienezza dell'umano. E cioè un'umanità fatta di ragione, di affezione e di volontà, desiderosa di ritrovare il legame con Colui che le ha donato, solo per amore, di esistere.

Promettendo una preghiera nella Notte santa, auguro di tutto cuore alla tua vita di abitare con gioia e fiducia l'umanità di Cristo, Pane di Vita e autore della nostra Fede.

don Francesco

20 dicembre 2012

un aggiornamento audio

Brevissimo post prenatalizio, per dirvi che nel box più sotto si trova anche l'omelia del 16 dicembre, sui testi della Liturgia Bizantina.
Buoni ultimi giorni di attesa del Natale del Signore.
don Francesco

11 dicembre 2012

Da leggere, diffondere e condividere

Questa è la lettera (da Avvenire) di una cristiana da ammirare e imitare.
Ecco, nell'anno della Fede, una cristiana che non teme di dire che preferisce morire da cristiana che uscire di prigione convertendosi all'Islam.
(se non vedi l'articolo, una presentazione della vicenda si può leggere anche qui: http://www.antoniosocci.com/2012/12/impiccano-una-madre-di-cinque-figli-perche-cristiana-chi-vuol-fare-qualcosa-per-lei-veda-sotto-questo-articolo/ )
E' già un confessore della fede!