una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

30 luglio 2012

Nuovi files audio - update #2

Di ritorno da Mosca, riesco finalmente a caricare tre files un po' datati (risalgono a fine maggio-giugno) relativi a omelie tenute prima della partenza per la Russia e aggiungo quello relativo all'omelia di domenica 22 luglio. Ve le offro, con molta semplicità, sperando possano essere utili.
Aggiornamento: aggiunte due omelie di domenica 29 luglio.
dfrancesco



11 luglio 2012

pensieri... moscoviti (ma non solo!)



Carissime e carissimi,


anche da Mosca posso leggere, e oggi mi ha colpito moltissimo questo articolo che vi consiglio di cuore!!!

http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2012/7/10/IL-CASO-Nessuno-si-aspettava-che-la-bellezza-entrasse-nel-carcere-di-San-Vittore/300120/

Mi ha colpito perché mi ha fatto vedere in modo nuovo anche quello che sto vivendo qui a Mosca, dove bellezza e degrado si uniscono, sia nella città, sia nelle persone, e dove sei sempre "a rischio" di venire sorpreso da qualcosa o qualcuno che ti spiazza... e che frantuma gli schemi di giudizio che hai... inevitabilmente moralisti e autocentrati.

Ogni giorno mi faccio mezz'ora di strada a piedi per arrivare dalla metropolitana alla scuola che frequento, e questa mezz'ora è impagabile per vedere scampoli di concretissima umanità moscovita: nonne e mamme con bambini, immigrati centroasiatici, anziani e invalidi, giovani e ragazzi che sfrecciano con la bici o i roller, oppure si infilano nella metropolitana per mendicare o rubacchiare...

Nulla di diverso da quello che si vede anche a Milano, mi direte....

Sì, e questo è il primo richiamo per me: Mosca non è una "parentesi" o un "mondo alternativo", ma fa parte del reale in cui sono chiamato a vivere.

Ma anche no, perché normalmente le condizioni di vita qui sono meno "garantite" e più spartane, anche nelle cose più minute... e allora capisci che ogni fiorire di umanità (e ce ne sono molti!) qui è ancora più miracoloso, e soprattutto ti chiede di ribaltare completamente tutti i tuoi giudizi preconfezionati...

Da qui il riconoscere ogni giorno quanto mi è faticoso lasciarmi "ribaltare" (e qui vedo una analogia grande con l'articolo che vi ho segnalato...) nei miei pregiudizi... ai quali si accompagna quasi sempre una idea di superiorità, pronta però a sciogliersi come neve al sole quando provo solo a misurarmi con un decimo di quello che qui la gente normalmente affronta, e a cui non sono abituato!

In ultimo, la gratitudine nasce perché davvero il reale, ogni forma del reale, diventa luogo in cui puoi riconoscere una Presenza che non ti lascia tranquillo... ma insieme ti mostra tali e tanti segni della Sua azione, da rendere impossibile (o tremendamente stolto) il pensiero che proprio io non possa camminare, se mi lascio guidare.
Buon cammino!

dfrancesco
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