una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

24 dicembre 2012

Lo sguardo del Padre negli occhi di Cristo Bambino

Gli auguri di Natale sono affidati quest'anno a un poeta russo contemporaneo, Iosif Brodskij.
Ringrazio di cuore l'amica Elena, per avermi offerto questa splendida poesia.

Tiziano Vecellio: Adorazione dei Magi – Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana – Milano (c)



Iosif Brodskij – LA STELLA DI NATALE

In un tempo freddo, in un luogo abituato più alla calura
che al gelo, alle pianure più che alla montagna,
un Bambino nacque in una grotta per salvare il mondo;
la tormenta infuriava come solo d’inverno nel deserto sa fare.

Tutto gli sembrava enorme: il seno della madre, il vapore giallo
dalle narici del bue, i Magi - Baldassarre, Gaspare,
Melchiorre – i loro doni, portati fin qua.
Era solo un puntino. E un puntino era anche una stella.

Attentamente, senza tremolare, attraverso le rade nubi
Dalla profondità dell’universo, dal suo limite estremo,
La stella guardava da lontano dentro la grotta
il Bambino nella greppia. Ed era questo lo sguardo del Padre.

24 dicembre 1987

Иосиф Бродский - Рождественская звезда

В холодную пору, в местности, привычной скорей к жаре,
Чем к холоду, к плоской поверхности более, чем к горе,
Младенец родился в пещере, чтоб мир спасти;
Мело, как только в пустыне может зимой мести.

Ему всё казалось огромным: грудь матери, жёлтый пар
Из воловьих ноздрей, волхвы – Бальтазар, Каспар,
Мельхиор; их подарки, втащенные сюда.
Он был всего лишь точкой. И точка была звезда.

Внимательно, не мигая, сквозь редкие облака,
На лежащего в яслях ребёнка издалека,
Из глубины Вселенной, с другого её конца,
Звезда смотрела в пещеру. И это был взгляд отца.

24 декабря 1987

L'annuncio che lo sguardo del Padre non si ritrae dal nostro tempo e dal nostro mondo, che sempre più scopriamo di aver reso deserto, ci dona un luogo in cui davvero, e senza alcuna illusione, possiamo collocare la nostra consistenza: la grotta di Betlemme, “Casa del pane”, dove giace Colui che ancora oggi si fa Pane di Vita per ricostituire in noi la pienezza dell'umano. E cioè un'umanità fatta di ragione, di affezione e di volontà, desiderosa di ritrovare il legame con Colui che le ha donato, solo per amore, di esistere.

Promettendo una preghiera nella Notte santa, auguro di tutto cuore alla tua vita di abitare con gioia e fiducia l'umanità di Cristo, Pane di Vita e autore della nostra Fede.

don Francesco

20 dicembre 2012

un aggiornamento audio

Brevissimo post prenatalizio, per dirvi che nel box più sotto si trova anche l'omelia del 16 dicembre, sui testi della Liturgia Bizantina.
Buoni ultimi giorni di attesa del Natale del Signore.
don Francesco

11 dicembre 2012

Da leggere, diffondere e condividere

Questa è la lettera (da Avvenire) di una cristiana da ammirare e imitare.
Ecco, nell'anno della Fede, una cristiana che non teme di dire che preferisce morire da cristiana che uscire di prigione convertendosi all'Islam.
(se non vedi l'articolo, una presentazione della vicenda si può leggere anche qui: http://www.antoniosocci.com/2012/12/impiccano-una-madre-di-cinque-figli-perche-cristiana-chi-vuol-fare-qualcosa-per-lei-veda-sotto-questo-articolo/ )
E' già un confessore della fede!


30 novembre 2012

Per continuare il cammino di Avvento

E' stato un mese a dir poco vorticoso, questo novembre, e non è certo bastato il velocissimo post da Mosca per darne sufficientemente conto.
Ma neppure ora, purtroppo, c'è tempo di scrivere molto.
Posso solo raccontare brevemente di un soggiorno di 8 giorni a Mosca, nel quale si sono toccate con mano le grandezze che compie il Signore, quando trova in noi un minimo di disponibilità a riconoscerLo.
Mi riferisco innanzitutto ai legami che vanno consolidandosi, in stima e amicizia, con l'Università Ortodossa San Tichon, con la quale stiamo editando le opere di S. Ambrogio in lingua russa. Ma anche questa impresa davvero importantissima è divenuta possibile solo grazie all'aiuto degli Amici di Russia Cristiana, che sono stati il tramite per la conoscenza dell'Università San Tichon.
Oltre a questo, i giorni moscoviti sono stati ricchi di contenuti e di riflessioni a motivo della seconda parte del convegno internazionale di Russia Cristiana sulla crisi come prova e provocazione: tre sessioni con grande partecipazione di pubblico, che hanno permesso di presentare una serie di situazioni che lungo la storia hanno mostrato come la fede abbia saputo generare uno sguardo sulla realtà capace di reagire ai momenti di buio e di creare qualcosa di innovativo e indeducibile dalle circostanze.
In questi giorni, inoltre, si sono andate delineando possibilità e "cantieri aperti" per l'attività della Classe di Slavistica, per la quale ora posso fare programmi (a Dio piacendo!) di lunga scadenza: con il primo novembre, infatti, è andato ad effetto il decreto del Cardinale Arcivescovo che ha confermato la designazione dei Dottori ordinari dell'Ambrosiana, e mi ha quindi pure nominato Dottore ordinario, ovvero dedicato all'Ambrosiana ad uitam. Il che significa - in gergo ecclesiastico - fino al compimento dei 75 anni di età, quando scatta la pensione per i sacerdoti. La qual cosa mi capiterà nel prossimo 2042.
Che dire di tutto ciò? Che il dono più grande per me è stato poter riconoscere, tramite la Chiesa che mi è madre, una indicazione chiara per il mio cammino. Tutto il resto viene dopo, e di conseguenza a questo. E che la realtà - con tutte le sue fatiche e i suoi travagli - non è solo sopportabile, ma anzi diventa bella e desiderabile, solo quando hai la certezza di avere Uno di cui puoi seguire le orme.
E questo è il dono quotidiano che vivo, insieme a quello di tante e tanti amici che mi accompagnano e mi aiutano a non dimenticare.

Per chi volesse qualche spunto di riflessione, ecco qui sotto qualche file di conferenze, prediche, riflessioni... Aggiornati a sabato 8 dicembre con due omelie per l'Immacolata!
Buon Avvento.




16 novembre 2012

Sant'Ambrogio arriva in Russia... in russo!

Mercoledì 14 novembre, presso l'Università Ortodossa Umanistica San Tichon, si è tenuta la serata di presentazione dei primi due volumi dell'Opera Omnia di S. Ambrogio in edizione bilingue latino-russa. Questa pubblicazione viene realizzata in collaborazione tra questa università moscovita e la Biblioteca Ambrosiana di Milano, che sostiene il progetto dal punto di vista scientifico, redazionale e anche economico.
E' una occasione splendida di collaborazione tra la Chiesa cattolica ambrosiana e il Patriarcato ortodosso di Mosca, e insieme è una possibilità di vero scambio di doni spirituali e di fede tra le Chiese.
Qui di seguito trovate il link all'articolo uscito sul tema sul sito dell'Università San Tichon, che contiene delle bellissime foto della serata. Ero presente insieme al Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, mons. Franco Buzzi.

В ПСТГУ состоялась презентация первых двух томов русского издания творений святителя Амвросия Медиоланского
Решение о реализации совместного переводческого проекта было принято в январе 2012 во время визита делегации Свято-Тихоновского университета в Милан. Амброзианская библиотека оказывает научную, редакторскую и консультативную поддержку в издании трудов святителя.


09 novembre 2012

Attraverso le nubi, cavalcando le onde radio... la fede arrivava nell'Unione Sovietica


Vi presento la recensione che ho scritto per un libro davvero splendido, alla cui edizione ho collaborato e che penso sia un'ottima lettura per l'Anno della Fede!

Per vedere i link con la prova di lettura vai sul sito: www.russiacristiana.org


Per Aleksandr Solženicyn le “Conversazioni domenicali” di p. Aleksandr Šmeman furono per anni “la chiesa dove prego”. Per milioni di persone, rinchiuse dietro la cortina di ferro, rappresentarono l'unica possibilità – contrapposta alla martellante propaganda ateistica del regime sovietico - di udire una parola che parlasse liberamente di Cristo e della dimensione spirituale della vita. Per tutti quelli che lo ascoltavano, padre Aleksandr era la presenza di un modo diverso di pensare, di comunicare, di testimoniare una vita nella quale avevano posto l'amore, la bellezza, la speranza e la fede. Un mondo che molti – senza di lui - avrebbero temuto che fosse irrimediabilmente perduto, finito, dimenticato.
Dal 1953, quando era un giovane sacerdote poco più che trentenne, al 1983, anno della sua morte, Padre Aleksandr Šmeman – o, meglio, la sua voce – fu protagonista di una trasmissione che ogni domenica sera da New York riusciva – sulle frequenze di Radio Liberty – a “bucare” la cortina di ferro e di menzogne che opprimeva l'Unione Sovietica. Parlava al cuore e alla ragione, faceva percepire il fascino e la bellezza di un pensiero veramente umano, perché capace di guardare alla realtà come presenza di Cristo. E questo era possibile perché egli stesso era intimamente coinvolto in quello che diceva. Avrebbe desiderato ardentemente poter andare in Russia – lui, figlio di emigrati russi riparati in Francia per le vicende seguite alla rivoluzione bolscevica – per predicarvi il vangelo. Ma nell'impossibilità di tornare nella sua patria, vivrà un'occasione di missione non meno reale, anche se affidata alle onde radio. Così il suo desiderio di parlare al cuore dell'uomo, di richiamarlo alla sua dignità, di rispondere alla menzogna eretta a sistema, venne da lui riversato in trasmissioni che – dicevano i suoi famigliari – erano “scritte con il sangue”, nella ricerca incessante di un linguaggio in grado di parlare a tutti.
Nel volume “I passi della fede” troviamo in traduzione italiana (a cura di Giovanna Parravicini) circa quaranta di queste conversazioni. Sono disposte in modo tale da offrire un percorso di crescita – i passi della fede, appunto – nella comprensione di ciò che l'avvenimento di Cristo dice alla vita degli uomini, seguendo il trascorrere dell'anno liturgico con le sue feste che accompagnano momento per momento l'esistenza di ciascuno. Nascita, vita famigliare, predicazione pubblica, sofferenze, morte e resurrezione di Cristo divengono così esempio e nutrimento per la storia di ciascuno, perché la fede non sia semplicemente un discorso ma, per usare le parole di p. Aleksandr, “un incontro, l'incontro reale fra ciò che l'uomo racchiude nel profondo del cuore, l'attesa che ha dentro, e l'oggetto di questa attesa, anche se lui stesso non lo sa”.
Per riscoprire la freschezza dell'incontro con Cristo, per accogliere il dono dell'Anno della Fede, per lasciarci educare dalla tradizione della Russia ad una fede intessuta di bellezza e della “ragione del cuore”, questo libro è un dono prezioso. Da leggere e regalare.

Don Francesco


Šmeman Aleksandr
I passi della fede
La Casa di Matriona
pp. 184 - 15 €

05 novembre 2012

Per riflettere, interrogarsi, meditare... nell'anno della Fede

Non ho molto da offrire, se non una nuova serie di omelie, riflessioni, interventi su diversi temi. In particolare trovate la presentazione di un libro di Gustave Bardy, La conversione al Cristianesimo nei primi secoli, che lessi anni fa a Roma e che mi è stato chiesto di presentare a un gruppo di studenti; poi una riflessione sul significato dell'Editto di Costantino, e una sulle preghiere introduttive della Divina Liturgia nel rito bizantino; poi una breve conferenza introduttiva sulle Chiese Orientali. Oltre a una serie di omelie delle ultime settimane.
Sempre nella speranza che possano essere utili a qualcuno...
Buon cammino!

18 ottobre 2012

Un anno "per" la fede



Carissime e carissimi,
non potevo resistere alla "tentazione" di aggiungere al blog due foto fatte 15 giorni fa in Ucraina, a Kiev.
Sono stati per me giorni importanti, che mi hanno permesso di avvicinare persone e luoghi sconosiuti, nonché di ammirare monumenti e chiese di assoluta bellezza.
A seguire nel box qui sotto, in ultima posizione, due conversazioni sulla fede.
Buon cammino nell'anno della fede!

dfrancesco





22 settembre 2012

La fede di Pietro, un dono per noi, anche oggi

Una conferenza di ca. un'ora sulla fede di Pietro, con una panoramica della sua vita e del suo attaccamento al Signore Gesù. Ecco qui sotto il link. La trovate in due versioni diverse, anche se con molta contiguità nei contenuti.
Buon cammino.
dfrancesco


21 settembre 2012

Nuova omelia!


Carissime/i,
la "ripresa" autunnale è iniziata.Vorrei condividere con voi questa omelia risalente a ieri sera.

Ecco quali erano  le letture:

PRIMA LETTURA (1Cor 12,31- 13,13)
Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, desiderate invece intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 32)
R. Beato il popolo scelto dal Signore.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate. R.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto,
dell'amore del Signore è piena la terra. R.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che si è scelto come sua eredità.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 6,63c.68c)
R. Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e sono vita:
tu hai parole di vita eterna.
ma ascoltate la voce del Signore.
R. Alleluia.

VANGELO (Lc 7,31-35)
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: "A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!".
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e voi dite: "Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!".
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli".
Parola del Signore.

Un caro saluto e Buon cammino!

04 settembre 2012

Se vi interessa l'imperatore Costantino...

Sembra una vicenda antica di 1700 anni, quella dell'imperatore Costantino e dell'editto di Milano con il quale nel 313 venne concesso a tutti gli abitanti dell'Impero romano di seguire ciascuno la religione che avesse voluto...
Eppure su questa vicenda e sul sovrano che ne fu protagonista si scatenano ancora oggi dibattiti che non sono solo discussioni accademiche tra studiosi, ma veri e propri scontri tra posizioni che toccano questioni estremamente attuali: il rapporto tra la persona e la libertà religiosa, tra il potere legislativo degli stati e l'esercizio del diritto a professare la propria fede... senza dimenticare che la figura stessa di Costantino viene da un lato considerata santa dalla Chiesa Ortodossa, mentre in Occidente si trova sovente accusata di essere responsabile della degradazione del Cristianesimo da novità rivoluzionaria a religione di stato.
Nel mese di agosto sono stato invitato a partecipare a un dibattito su questo tema al Meeting di Rimini, in previsione del diciassettesimo centenario dell'Editto di Costantino, che cadrà appunto il prossimo anno.
Vi offro il video dell'incontro (al quale parteciparono più di mille persone), sperando che possa essere interessante e utile almeno per qualcuno.


don Francesco.




03 settembre 2012

Una riflessione per gli sposi... e forse non solo



Due amici mi hanno chiesto degli auguri per il loro matrimonio.
Forse queste righe possono offrire qualche spunto anche ad altri...
Buona settimana.
don francesco


Il Matrimonio è il dono più grande e insieme più ambiguo che due persone possono farsi.
Il dono più grande: perché nulla di quanto stia sulla terra è capace di risvegliare tutte le energie, le capacità, la volontà il coraggio e insieme la bellezza, la poesia, la fantasia, la creatività di una persona, più della scoperta di una persona da amare e da cui lasciarsi amare. Ad altre cose ci si può magari appassionare, ma in esse manca quella promessa di futuro e di fecondità che si coglie immediatamente nel momento in cui si desidera e si decide di giocare tutta la propria vita insieme ad un'altra persona.
Ma è anche il dono più ambiguo, perché contiene in sé il più tragico dei potenziali inganni, reso ancor più pericoloso dal fatto che da una grande quantità di coppie questo inganno non viene nemmeno immaginato o, peggio, viene ritenuto sacrosanta verità. E quest'inganno sta nel pensiero di potersi bastare. Di pensare che "io sono tutto per te e tu per me", che "io posso rendere la tua vita felice e tu la mia". Inganno tragico, perché basato sulla dimenticanza di quanto effimera sia la nostra vita. E sulla presunzione di non riconoscere che siamo veri e onesti con noi stessi e con la realtà, quando riconosciamo che non ci siamo fatti da noi, e che quindi la nostra più vera situazione è quella della "dipendenza" da qualcun Altro.
Cosa possono dirsi, allora, in tutta verità, due sposi? Che l'unione delle loro vite è l'unione di due persone in cammino verso un Mistero che solo è la loro gioia vera, la loro meta, il loro destino.
E che è anche quel Mistero da cui sono venuti, perché è per un atto unico, per un pensiero specifico ed irripetibile di Dio, che ogni essere umano inizia ad esistere, quando la sua anima viene creata.
C'è minorità, un eterna condizione di sudditi, l'impossibilità di una realizzazione piena ed adulta in questa verità? Siamo destinati a rimanere eternamente irresponsabili di noi stessi?
Per nulla! Tutt'altro!
Il fatto che nessuno di noi possa dire "mi sono fatto da me", che il primo dato di onestà con se stessi, con la realtà e con gli altri sia riconoscere che un Altro mi ha voluto, è principio della più grande dignità della persona. Perché se Uno mi ha voluto, il fatto che ogni mattina io apra gli occhi significa che continua a volermi e ad amarmi, nonostante quello che sono e senza lasciarsi condizionare da quello che faccio: due fattori che spesso - devo ammetterlo - mi rendono insopportabile a me stesso. Ma non a Lui.
E quando scopro che il Mistero si è fatto carne, ed è venuto ad abitare tra noi, e ha condiviso e preso a cuore la gioia di due sposi a Cana, allora non posso che desiderare per me e per la persona che amo un'umanità così, uno sguardo così.
"Io vorrei volerti bene come ti ama Dio". Questo si dicono e implorano due sposi che davanti all'altare di Cristo chiedono di essere benedetti.
Riconoscendo che è da Lui, solo da Lui che possiamo imparare la misura dell'Amore.
E che questa stessa misura è il dono più grande che Anna e Marco potranno fare anche ai loro figli.
Auguri di cuore.
A voi e anche a quelle coppie che ancora non hanno scoperto che questa è la misura dell'Amore. Siatene testimoni in loro favore!

30 luglio 2012

Nuovi files audio - update #2

Di ritorno da Mosca, riesco finalmente a caricare tre files un po' datati (risalgono a fine maggio-giugno) relativi a omelie tenute prima della partenza per la Russia e aggiungo quello relativo all'omelia di domenica 22 luglio. Ve le offro, con molta semplicità, sperando possano essere utili.
Aggiornamento: aggiunte due omelie di domenica 29 luglio.
dfrancesco



11 luglio 2012

pensieri... moscoviti (ma non solo!)



Carissime e carissimi,


anche da Mosca posso leggere, e oggi mi ha colpito moltissimo questo articolo che vi consiglio di cuore!!!

http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2012/7/10/IL-CASO-Nessuno-si-aspettava-che-la-bellezza-entrasse-nel-carcere-di-San-Vittore/300120/

Mi ha colpito perché mi ha fatto vedere in modo nuovo anche quello che sto vivendo qui a Mosca, dove bellezza e degrado si uniscono, sia nella città, sia nelle persone, e dove sei sempre "a rischio" di venire sorpreso da qualcosa o qualcuno che ti spiazza... e che frantuma gli schemi di giudizio che hai... inevitabilmente moralisti e autocentrati.

Ogni giorno mi faccio mezz'ora di strada a piedi per arrivare dalla metropolitana alla scuola che frequento, e questa mezz'ora è impagabile per vedere scampoli di concretissima umanità moscovita: nonne e mamme con bambini, immigrati centroasiatici, anziani e invalidi, giovani e ragazzi che sfrecciano con la bici o i roller, oppure si infilano nella metropolitana per mendicare o rubacchiare...

Nulla di diverso da quello che si vede anche a Milano, mi direte....

Sì, e questo è il primo richiamo per me: Mosca non è una "parentesi" o un "mondo alternativo", ma fa parte del reale in cui sono chiamato a vivere.

Ma anche no, perché normalmente le condizioni di vita qui sono meno "garantite" e più spartane, anche nelle cose più minute... e allora capisci che ogni fiorire di umanità (e ce ne sono molti!) qui è ancora più miracoloso, e soprattutto ti chiede di ribaltare completamente tutti i tuoi giudizi preconfezionati...

Da qui il riconoscere ogni giorno quanto mi è faticoso lasciarmi "ribaltare" (e qui vedo una analogia grande con l'articolo che vi ho segnalato...) nei miei pregiudizi... ai quali si accompagna quasi sempre una idea di superiorità, pronta però a sciogliersi come neve al sole quando provo solo a misurarmi con un decimo di quello che qui la gente normalmente affronta, e a cui non sono abituato!

In ultimo, la gratitudine nasce perché davvero il reale, ogni forma del reale, diventa luogo in cui puoi riconoscere una Presenza che non ti lascia tranquillo... ma insieme ti mostra tali e tanti segni della Sua azione, da rendere impossibile (o tremendamente stolto) il pensiero che proprio io non possa camminare, se mi lascio guidare.
Buon cammino!

dfrancesco
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13 giugno 2012

Un dono immeritato che dura da vent'anni!

Oggi è per me un giorno colmo di gioia e di gratitudine,
nel ricordo della mattina di venti anni fa, quando
 per la preghiera e l'imposizione delle mani del card. Carlo Maria Martini
io e i miei compagni di Seminario ricevemmo l'ordinazione presbiterale.
Vi offro un'immagine e due preghiere di S. Ambrogio che meglio di ogni altra cosa dicono il senso di questa giornata.




26 maggio 2012

Pentecoste!

Nel box due post più sotto trovate anche l'omelia per la veglia di Pentecoste e quella in occasione del Matrimonio.
Buona preparazione all'incontro con Papa Benedetto!
dfrancesco

08 maggio 2012

Giornata per le Vocazioni, Matrimonio, Domenica V del Tempo Pasquale

Trovate nel box più sotto tre nuovi files:
- una seconda versione dell'omelia del 29 aprile,
- l'omelia del 6 maggio, V domenica del Tempo pasquale,
- l'omelia tenuta al Matrimonio di due amici, il 5 maggio.

Spero che possano aiutare... a camminare con il Signore!
dfrancesco

29 aprile 2012

Tempo pasquale: Giacobbe e il buon pastore

Settimana scorsa ho tenuto un incontro della Scuola della Parola per i giovani di un decanato milanese. Il tema proposto era la figura di Giacobbe, e in particolare il brano relativo alla sua lotta con Dio. Ve lo trascrivo qui sotto, e poi nel box potete trovare l'audio della riflessione.
Sempre nel box potete trovare l'omelia di domenica 29 aprile, quarta di Pasqua.
Buon cammino!
dfrancesco


Genesi 32,23 Durante quella notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. 24Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi.
25Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. 26Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. 27Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». 28Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». 29Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». 30Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. 31Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». 32Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca. 33Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.



24 aprile 2012

Il Maestro e Margherita

Ecco qui il link al file audio del'incontro tenutosi oggi in Cattolica, sul romanzo "Il Maestro e Margherita", di Bulgakov.

http://www.box.com/s/7926667baf64dd039582

E qui trovate i video (in due parti):





Buon ascolto!
dfrancesco



15 aprile 2012

Non come Tommaso!

In questa seconda domenica del Tempo Pasquale la Chiesa ci propone la figura di Tommaso, l'apostolo incredulo. Trovate nel box qui sotto l'omelia in formato audio.
Con i migliori saluti,
dfrancesco

07 aprile 2012

La speranza del venerdì santo, l'esperienza del mattino di Pasqua

Carissimi, nel box qui sotto trovate la riflessione del venerdì santo e l'omelia del giorno di Pasqua.
Non mi sembrava corretto separarle, perché si illuminano a vicenda!
La speranza che nasce dalla contemplazione della Croce diventa fiduciosa certezza nel giorno di Pasqua, grazie alla fede che scaturisce dal dono di un Evento - la Resurrezione di Cristo - che non siamo noi a creare, ma solo possiamo riconoscere. E che genera la Chiesa, luogo di un'umanità nuova perché luogo che custodisce l'umanità nuova e immortale di Cristo, e ci permette - con tutte le nostre povertà - di farne l'esperienza oggettiva!
Buona Pasqua di Resurrezione!
dfrancesco

31 marzo 2012

Domenica delle Palme

Ecco più sotto nel box anche l'omelia per la domenica delle Palme, secondo il rito Ambrosiano, che commenta l'episodio della Maddalena che unge i piedi di Gesù. Quale migliore modo per commentare questo post del quadro di Tiziano che ritrae la Maddalena? Maddalena è colta da Tiziano nel momento della conversione: non è ancora andata da Cristo, ma già è stata da Lui affascinata, tanto da renderla certa di aver trovato in Lui un amore totale, immensamente più grande di quello che mai aveva potuto ricevere dagli altri uomini, e insieme così lontano e diverso da come aveva sempre concepito l'amore tra uomo e donna. Così Maddalena si raccoglie, non è più una donna che si vende, si butta, in un'illusione di potere datale dalle sue capacità di seduzione. Ora vuole custodirsi, preservarsi per Cristo, poiché dal Suo sguardo ha appreso quanto grande sia il suo valore di persona. E dunque, cambiata da questo sguardo che l'ha trafitta, Maddalena riscopre la stima per se stessa, il desiderio di quel pudore che altro non è che la percezione del proprio valore agli occhi del Creatore e del Salvatore. E così proprio quei capelli che rappresentavano il suo orgoglio e il suo strumento di seduzione divengono il primo vestito di cui brama coprirsi; gli occhi - bellissimi - si alzano in una preghiera accorata e vitalissima verso l'alto. E il cielo, già nuvoloso e chiuso, ora si squarcia a mostrare un azzurro che dive come la preghiera di Maddalena sia stata ascoltata. E di questo ascolto abbiamo un indizio nell'anello di rubino che porta al mignolo: segno di amore appassionato e totale, mai avrebbe potuto stare al dito di una meretrice... ma ora Maddalena desidera appartenere a Cristo totalmente, poiché da Lui si sa amata oltre ogni limite, seppure in modo tanto inedito e inimmaginabile, per lei, prima.
L'augurio che ti faccio per questa Settimana Santa e Autentica, è quello di poter vivere la medesima esperienza di Maddalena: riconoscere uno sguardo che ti dice chi sei, che ti toglie dalla dissennatezza di una vita senza Cristo e ti mostra insieme la tua verità e la misericordia infinita che ti è necessaria per accettarla, per accettarti oltre ogni moralismo e in piena verità. Perché solo così puoi comprendere la logica vera della vita e della realtà tutta: non il possedere, non il dominare, bensì l'appartenere: come Cristo appartiene al Padre e da Lui vuole ricevere ogni cosa, così Maddalena appartiene con gioia piena a Cristo, e così anche noi siamo chiamati a riconoscere che la nostra riuscita sta in una dipendenza e in un'appartenenza totali a Colui che ci fa in ogni momento. E che questa dipendenza e appartenenza - da cui nasce la fede - si verificano in ogni circostanza quando ci sorprendiamo più colmi di umanità, compassione, tenerezza e coscienza di noi stessi e degli altri.
 Buona Pasqua e Settimana Autentica!
don francesco



29 marzo 2012

La domenica di Lazzaro

Carissime amiche, carissimi amici, trovate più sotto - sempre un po' in ritardo - l'omelia di domanica scorsa, incentrata su Lazzaro. Arriva ormai alle soglie della Settimana Santa. Un tempo privilegiato, "autentico", perché vediamo chiaro in esso ciò che siamo chiamati a scoprire e riconoscere ogni giorno: la presenza viva del Signore Gesù Cristo, che offre Se stesso per noi e ci dona di sperimentare qualcosa che mai sapremmo darci da soli, ovvero un "più" di umanità che ci è offerto malgrado e nonostante le nostre piccolezze, i nostri errori, i nostri peccati, la nostra indegnità. Se Lui non si è vergognato di noi, non ci ha ritenuti e non ci ritiene indegni della Sua stessa Vita, come possiamo noi accettare uno sguardo meno forte del Suo sulla nostra realtà quotidiana? Un solo augurio, allora: lasciarsi guardare da Lui, riempire dal Suo sguardo, svuotare del nostro giudizio gretto e meschino. Buona Pasqua!!!!

18 marzo 2012

Nuova omelia - a metà Quaresima

A  metà della Quaresima, ci raggiunge il Cieco Nato: un uomo capace di lasciarsi sfidare da Gesù a cambiare la sua situazione, e tenacemente aggrappato alla realtà (a differenza di chi vive nell'ideologia e nella difesa del proprio).
Buon cammino!


12 marzo 2012

Due ritiri e una conferenza

Trovate qui sotto i link a un ritiro tenuto a un gruppo di coppie e a un ritiro quaresimale, nella stessa cartella in cui già avevo postato due meditazioni sulla preghiera. Per questi due nuovi files trovate anche un file pdf con testi utili per seguire la meditazione. Il file solzh_3 contiene invece l'audio dell'incontro di presentazione del rimanzo di Aleksandr Solzhenicyn "Ama la Rivoluzione", appena pubblicato da Jaca Book. L'incontro si è tenuto l'8 marzo presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e ha visto la partecipazione di Ignat Solzhenicyn, figlio dell'autore.
Più sotto, nell'altro box, l'omelia di oggi.
Buon cammino!


 

19 febbraio 2012

altre omelie... alle soglie della Quaresima e a Quaresima già iniziata!

Nel box più sotto si trovano le omelie fino alla III domenica di Quaresima inclusa!

06 febbraio 2012

Altre omelie

Nel box trovate tre omelie delle ultime domeniche.
A tutti auguro buona settimana!


23 gennaio 2012

due omelie

Trovate nel box più sotto le omelie delle ultime due domeniche.
dfrancesco

11 gennaio 2012

Le prime omelie del 2012

Carissimi,
ecco il box con le prime omelie del 2012. E' un anno che si preannuncia davvero pieno di occasioni buone di condivisione. E che è abitato dal Signore, nonostante quello che noi possiamo pensare.
Buon anno!
dfrancesco


01 gennaio 2012

Buon tempo "abitato" dal Signore!


La ruota della vita - affresco di Z. Zograf (Bulgaria)


1.01.2012 -
MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

1. Non c'è, nel rito ambrosiano e in quello romano, una liturgia speciale per la fine dell'anno (a parte l'inno Te Deum, che però viene cantato in tutte le feste nella Liturgia delle Ore), che preveda in particolare letture diverse da quelle del 1° gennaio, giorno in cui si celebra per il rito Ambrosiano l'Ottava del Natale nella circoncisione del Signore e per il rito Romano la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. E le letture del rito romano sono quelle che trovate più sotto (il rito ambrosiano ha un'epistola differente e il vangelo è limitato ai vv. 18-21).
A ben riflettere, non è senza significato questa comunanza di letture: noi cristiani, infatti, non abbiamo bisogno di "riti propiziatori" che favoriscano l'arrivo di una "buona sorte", né dobbiamo "scacciare via" una malasorte che ci sia toccata nell'anno che si chiude! E dunque in nessun modo possiamo attribuire un significato "magico" alle celebrazioni eucaristiche del 31 dicembre e del 1° gennaio.

2. Piuttosto, sia la fine che l'inizio di un anno sono sotto il segno della Benedizione divina. Una benedizione che le letture ci offrono insieme come un dono di Dio e un desiderio dell'uomo, una iniziativa dell'Altissimo e una sete di senso da parte dei suoi figli. E questa benedizione viene significata - nella prima lettura e nel salmo - dalla duplice invocazione perché Dio faccia risplendere su di noi il Suo volto, e perché si conosca la Sua via tra le genti della terra.
Sono proprio questi due doni il senso della benedizione, di ciò che rende un tempo "bene-detto", ovvero colmo di un senso, positivo, non illogico. In definitiva, si tratta del riconoscimento della presenza di Dio nella realtà.

3. La "via di Dio" sulla terra ha un nome preciso: Cristo Gesù Signore. La Sua Presenza riscatta in modo evidente - come ci ricorda Paolo - la nostra vita dalla "male-dizione" di sentirsi (ed essere)  schiava (di circostanze esterne di potere, di relazioni malate, di condizioni economiche avverse sia nella ristrettezza che nella troppa abbondanza; ma anche di fattori interni all'uomo: l'ostinata ideologia, la chiusura pregiudiziale di fronte a una realtà che chiede di essere compresa con una "ragione allargata" che è ben più del razionalismo e del positivismo - e delle loro versioni più degradate - che spopolano nel senso comune, la ricerca solo di ciò che è superficiale e sensuale), perché l'Incarnazione di Cristo corrisponde in modo pieno a quel desiderio del cuore che ultimamante anela a poter dire un "tu" (con tutto lo stupore e la familiarità dell'"Abbà") al proprio Creatore, così da riconoscersi accolto e accompagnato e non gettato in un mondo vuoto di senso.

4. E questa familiarità con il Mistero di Dio è possibile perché Cristo ha abitato e conosce e comprende ed è presente a tutto della nostra vita di uomini: la povertà, la precarietà, la soggezione a leggi pur imperfette destinate a cadere; ma conosce e comprende anche l''affetto di una madre, la cura di un padre, e quanto siano essenziali alla vita umana...

5. A partire da qui, da questa consapevolezza della Presenza di Cristo nella realtà, ci viene offerto e ricordato ogni anno - ma anche ogni giorno, in ogni Eucaristia celebrata! - da dove può partire uno sguardo nuovo e liberato su di noi, sulla nostra famiglia, sui nostri figli e i nostri amici; persino su quelli che non ci amano e che facciamo fatica ad amare.
Dal riaccadere ogni anno, dal riproporsi del Natale di Cristo nasce in noi la certezzza di un cammino non solo possibile, ma continuamente colmato (e di questo, sì, vale davvero la pena fare memoria!) di quei gesti, accadimenti, pensieri che non nascono da noi ed esprimono la tenerissima preferenza che Dio ha per ciascuno dei Suoi figli. E questa preferenza ci è data nello sperimentare - ben oltre la nostra pochezza - lo stupore di vederci accompagnati da amici, fratelli e sorelle in una capacità di farci compagnia meglio e più di quanto sapremmo fare noi, con le nostre idiosincrasie e le nostre durezze di cuore. Ed è come un sigillo della presenza del Signore quando ci è dato di riconoscere che persino gli imprevisti, i cambiamenti inattesi, le soprese, sono non opera di un caso cieco, ma segno del Suo abitare - per cambiarla prendendo l'iniziativa - la nostra realtà quotidiana.

Che questo si avveri anche per te, per la tua famiglia, per le persone a te più care: ecco il mio augurio per questo 2012. Perché non potremmo davvero accontentarci di qualcosa di meno!

dfrancesco


Prima lettura (Nm 6, 22-27)
Dal libro dei Numeri
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore / e ti custodisca. / Il Signore faccia risplendere per te il suo volto / e ti faccia grazia. / Il Signore rivolga a te il suo volto / e ti conceda pace”. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò». Parola di Dio

Salmo responsoriale (Sal 66): Rit.: Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. Rit.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. Rit.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. Rit.

Seconda lettura (Gal 4,4-7)
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio. Parola di Dio

Vangelo (Lc 2,16-21)
+ Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. Parola del Signore