una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

28 dicembre 2010

S. Stefano, ovvero il reale martirio (diffidate delle imitazioni!)



Quest'anno la festa di S. Stefano primo martire ha avuto una particolare nota, perché è capitata in domenica e quindi (secondo quanto detta l'antica tradizione del rito ambrosiano) è stata celebrata con solennità e vissuta da tutti i fedeli come celebrazione domenicale.
Un'importante occasione per riflettere sul reale significato del martirio cristiano, che è sempre innanzitutto la testimonianza indissolubile della fedeltà a Cristo e dell'amore e del perdono verso i propri uccisori, e quindi non può essere MAI confuso con manifestazioni pseudoreligiose nelle quali vi sono persone che deliberatamente uccidono sé ed altri.
Non penso sia inutile ricordarcelo.
Un mio caro amico, cristiano cattolico di etnia e lingua araba, mi disse pochi mesi fa: "Vedi, noi arabi cristiani siamo odiati da una parte perché arabi, non importa se cristiani e magari perfino con cittadinanza israeliana, e dall'altra perché cristiani, non importa (anzi, è peggio!) se di stirpe, lingua e cultura araba. Anche arabi e israeliani spesso si odiano, e applicano implacabilmente la legge del taglione e la vendetta. Solo noi cristiani non possiamo e non vogliamo vendicarci, ma siamo chiamati a perdonare e a non rispondere con la violenza. Questa è la differenza, questo è per noi essere cristiani".
Mi sembra che siano parole importanti su cui riflettere, così come mi sembra davvero importante fare di tutto per sostenere i cristiani perseguitati in Medio Oriente (e non solo). Perché sempre ci sarà chi vorrà farci credere che è colpa anche (se non del tutto) di quei Cristiani che sono uccisi e perseguitati... Ma sappiamo bene quanto spesso queste sono calunnie che mirano a cancellare ogni differenza, e nascono per diretta ispirazione del "padre della menzogna".
"Intelligenti pauca", dicevano gli antichi, ovvero: "bastano poche parole per capire, a chi ha senno"...

Qui sotto il box con le ultime omelie, compresa quella di e su S. Stefano

25 dicembre 2010

Il dono del Natale: un Amore senza limiti non è solo possibile, ma reale!

Ecco il link (cliccare qui) all'omelia di Natale (la trovi da scaricare, se preferisci, anche nel box più sotto).
E' il modo che scelgo quest'anno per Fare a tutti gli auguri più sinceri.
Il Signore Gesù nasce a Betlemme per mostrarci la realtà di un Amore senza confini. E la sua nascita riaccade anche quest'anno perché oggi più che mai abbiamo bisogno di riscoprire per mezzo della fede questa Presenza che ci libera dalle ristrettezze del cuore e della mente, rendendoci capaci di alzare lo sguardo e riconoscere che esiste un Amore che non si lascia fermare dalle nostre povertà.
E tutto questo avviene perché Dio ha deciso di venire a condividere in tutto, senza sconti, la nostra condizione di uomini, con tutte le sue contraddizioni. Ma in questo modo, prendendo forma di bimbo, fanciullo, adolescente e adulto, ha mostrato di amare la nostra umanità in un modo inimmaginabile, più di quanto noi stessi ci amiamo: perché noi troppo spesso non solo ci facciamo del male e non rispettiamo noi stessi, ma perfino continuiamo a falsificare la gioia, a mentirci reciprocamente indicandocela là dove non esiste del tutto, o facendo sì che quelle gioie destinate ad esserci compagne e sostegno durante il cammino verso l'Eterno, diventino esse stesse fine ultimo, pervertendo così anche i doni più belli. Perché se voglio bene a una sposa, uno sposo, un figlio, una figlia, un padre, una madre, senza che il mio volergli bene desideri aiutarli a crescere in libertà e conoscenza del Signore, allora il mio amore è tragicamente illusorio e può perfino diventare solo il paravento che nasconde il contrario dell'amore: la mia volontà di possesso dell'altro così da legarlo solo a me.



Ecco perché le immagini più vere del Natale sono sempre quelle in cui Maria offre Gesù: mostra così di essere la prima discepola, capace di amare il Figlio con tutta se stessa, e proprio per questo capace di donarlo, di lasciarlo libero di compiere il Suo cammino di dono di sé, persino di sacrificio di sé, perché ricolmo dell'amore dell'Eterno Padre, ma anche della cura liberante di Maria.

Ancora una volta, questo Bimbo ci insegna un modo di amare la cui Verità e Bellezza è più grande di ogni altra che potremmo immaginare.
Quando facciamo un dono ai nostri bimbi, o agli amici, dovrebbe essere proprio questo il senso: vorrei essere io stesso un dono per te, come tu lo sei per me. E ti faccio un regalo nel giorno del Natale, perché è Cristo ad averci insegnato un dono di sé che non obbliga, non costringe, ma anche non si risparmia, si spende tutto perché noi possiamo raggiungere la più piena e vera libertà: quella di camminare verso il Bene eterno da cui veniamo e che solo compie ogni nostro desiderio.
Prego perché ciascuno di noi, questa sera, possa chiedere al Signore, per sé e per tutti quelli a cui avrà fatto oggi un dono, una capacità di amare così .

Con l'augurio di riconoscere la Presenza del Signore Gesù, nato a Betlemme, risorto e presente in mezzo a noi.
don francesco

22 dicembre 2010

In attesa del Natale... aggiornamento omelie

Per gli ultimi giorni dell'attesa - sempre abbastanza pieni di cose da fare e da concludere... - forse possono essere di aiuto per riflettere un poco le due omelie delle ultime domeniche, che trovate nel box poco più sotto. Spero tanto di poter mettere su computer per condividerle alcune riflessioni di questi giorni...
Intanto, riflettiamo su quello che il Papa ha detto facendo gli auguri ai suoi collaboratori (http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/december/documents/hf_ben-xvi_spe_20101220_curia-auguri_it.html) e offrendo un impressionante riflessione su quanto avvenuto quest'anno e sulla situazione in cui si colloca questo Natale.
Vi offro anche una lettura che pochi giorni fa è stata proposta nel Breviario. E' un testo tratto dai capitoli 7-10 dell'opera "A Diogneto", uno scritto anteriore al 320, riconosciuto tra i più belli e significativi tra quelli dei Padri.
E' una riflessione sulla misericordia di Dio e sulla responsabilità che ogni uomo ha della propria libertà. Sono parole - a mio avviso - di una sconcertante attualità e verità. Ve le offro, come un aiuto a comprendere la grandezza di quanto accadrà tra tre giorni...

Dio, signore e creatore dell'universo, che ha fatto tutte le cose e le ha stabilite in ordine, non solo si mostrò amico degli uomini, ma anche magnanimo.
Tale fu sempre, è e sarà: eccellente, buono, mite e veritiero, il solo buono.
Avendo pensato un piano grande e ineffabile lo comunicò solo al Figlio.
Finché lo teneva nel mistero e custodiva il suo saggio volere, pareva che non si curasse e non pensasse a noi.
Dopo che per mezzo del suo Figlio diletto rivelò e manifestò ciò che aveva stabilito sin dall'inizio, ci concesse insieme ogni cosa, cioè di partecipare ai suoi benefici, di vederli e di comprenderli. Chi di noi se lo sarebbe aspettato?
Dio dunque avendo da sé tutto disposto con il Figlio, permise che noi fino all'ultimo, trascinati dai piaceri e dalle brame come volevamo, fossimo travolti dai piaceri e dalle passioni. Non si compiaceva affatto dei nostri peccati, ma ci sopportava e non approvava quel tempo di ingiustizia. Invece, preparava il tempo della giustizia perché noi fossimo convinti che in quel periodo, per le nostre opere, eravamo indegni della vita, e ora solo per bontà di Dio ne siamo degni, e dimostrassimo, per quanto fosse in noi, che era impossibile entrare nel regno di Dio e che solo per sua potenza ne diventiamo capaci.
Dopo che la nostra ingiustizia giunse al colmo e fu dimostrato chiaramente che come suo guadagno spettava il castigo e la morte, venne il tempo che Dio aveva stabilito per manifestare la sua bontà e la sua potenza. O immensa bontà e amore di Dio. Non ci odiò, non ci respinse e non si vendicò, ma fu magnanimo e ci sopportò e con misericordia si addossò i nostri peccati e mandò suo Figlio per il nostro riscatto; il santo per gli empi, l'innocente per i malvagi, il giusto per gli ingiusti, l'incorruttibile per i corrotti, l'immortale per i mortali.
Quale altra cosa poteva coprire i nostri peccati se non la sua giustizia?
In chi avremmo potuto essere giustificati noi, ingiusti ed empi, se non nel solo Figlio di Dio?
Dolce sostituzione, opera inscrutabile, benefici insospettati! L'ingiustizia di molti viene riparata da un solo giusto e la giustizia di uno solo rende giusti molti.
Egli, che prima ci convinse dell'impotenza della nostra natura per avere la vita, ora ci mostra il salvatore capace di salvare anche l'impossibile. Con queste due cose ha voluto che ci fidiamo della sua bontà e lo consideriamo nostro sostentatore, padre, maestro, consigliere, medico, mente, luce, onore, gloria, forza, vita, senza preoccuparsi del vestito e del cibo.
Se anche tu desideri questa fede, per prima otterrai la conoscenza del Padre.
Dio, infatti, ha amato gli uomini. Per loro creò il mondo, a loro sottomise tutte le cose che sono sulla terra, a loro diede la parola e la ragione, solo a loro concesse di guardarlo, lo plasmò secondo la sua immagine, per loro mandò suo figlio unigenito, loro annunziò il Regno nel cielo e lo darà a quelli che l'hanno amato.
Una volta conosciutolo, hai idea di qual gioia sarai colmato? Come non amerai colui che tanto ti ha amato?
Ad amarlo diventerai imitatore della sua bontà, e non ti meravigliare se un uomo può diventare imitatore di Dio: lo può volendolo lui (=l'uomo).
Non si è felici nell'opprimere il prossimo, nel voler ottenere più dei deboli, arricchirsi e tiranneggiare gli inferiori. In questo nessuno può imitare Dio, sono cose lontane dalla Sua grandezza!
Ma chi prende su di sé il peso del prossimo e in ciò che è superiore cerca di beneficare l'inferiore; chi, dando ai bisognosi ciò che ha ricevuto da Dio, è come un Dio per i beneficati, egli è imitatore di Dio.
Allora stando sulla terra contemplerai perché Dio regna nei cieli, allora incomincerai a parlare dei misteri di Dio, allora amerai e ammirerai quelli che sono puniti per non voler rinnegare Dio. Condannerai l'inganno e l'errore del mondo quando conoscerai veramente la vita nel cielo, quando disprezzerai quella che qui pare morte e temerai la morte vera, riservata ai dannati al fuoco eterno che tormenta sino alla fine coloro che gli saranno consegnati.

09 dicembre 2010

Da Praga... nel cuore dell'Europa!




Oggi a Praga si inaugura la Sala Filosofica della Biblioteca Strahov, in un complesso monastico (Canonici Premonstratensi) di rara bellezza. Nell'occasione, si firmerà un accordo di collaborazione con la Biblioteca Ambrosiana di Milano, e per questo mi trovo a Praga. Visitando la biblioteca mi sono commosso al vedere quanta storia abbiamo in comune, e quanto l'Europa della fede e della cultura fosse già una realtà due secoli or sono.
Visitando le magnifiche sale della Biblioteca (spero presto di poter postare qualche immagine) che oggi sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica Ceca, ho potuto vedere quanti patrimoni di cultura siano condivisi, e ancora una volta mi ha colpito notare come 50 anni scarsi di comunismo dopo Yalta abbiano potuto offuscare nella nostra coscienza collettiva la consapevolezza che questi paesi sono parte importante della storia dell'Europa, e non sono affatto "nuovi arrivati" nell'Europa della finanza e di uno sfrenato laicismo...
Esiste un illuminismo cristiano nutritosi di pensatori lombardi, cechi, slovacchi, polacchi, croati, russi... non meno importante di quello - ridotto e riduttivo - che studiamo a scuola. E tutto questo non per un malinteso senso di revisionismo, bensì semplicemente per un doveroso servizio alla verità storica.

05 dicembre 2010

In cammino...

Aggiungo al box più sotto le ultime tre omelie, relative alla seconda e terza domenica dell'Avvento Ambrosiano, e alla domenica odierna. Per quest'ultima omelia, noterete alcune differenze e letture diverse sia dal rito romano che dal rito ambrosiano. Infatti, questa domenica ho celebrato la Divina Liturgia in rito bizantino con la comunità Greco-cattolica che si ritrova presso la Chiesa di S. Maurizio al Monastero Maggiore (in corso Magenta).
Buon cammino di Avvento!
don francesco