una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

27 giugno 2010

La fede di Abramo

Trovate nel box a fondo pagina l'omelia di oggi, che ci invita a riflettere sulla qualità della fede che possiamo chiamare "fiduciale", legata alla fiducia nei confronti di Dio e nel compimento della sua promessa.

Buona settimana!
dfrancesco

20 giugno 2010

A una festa di nozze...

Questa settimana non carico sul blog l'omelia domenicale, bensì quella relativa al matrimonio che due persone a me molto care, Erika e Nicolò, hanno celebrato sabato.

Le letture scelte dagli sposi sono state tra le più belle e significative, e per questo le riporto più sotto, anche per permettere un miglior ascolto dell'omelia.
Sono brani che ancora e sempre riempiono il cuore di commozione, nel vedere quanta fiducia Dio abbia posto negli Sposi cristiani, e quale potere abbia dato loro di essere immagine e segno del Suo Amore.

Ecco le letture:

Dal libro della Genesi (2, 18-24)
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto.Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.Allora l’uomo disse:«Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (5,1-2a.21-33)
Fratelli,fatevi imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi.
Nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne.
Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17)
In quel tempo,il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

18 giugno 2010

altre omelie online

In una settimana un po' concitata, nella quale non sono riuscito a trovare tempo per un altro post, segnalo solo che sono online (nel solito box più sotto) le omelie di domenica 13 giugno. Quel giorno coincideva con il 18 anniversario della mia Ordinazione: un Dono di cui non cesso di rendere grazie, e del quale continuamente mi sorprendo, per la smisurata misericordia (verso di me, da parte del Signore) che rappresenta.

Buona giornata.
dfrancesco


06 giugno 2010

II domenica dopo Pentecoste.

Trovate nel box più sotto l'omelia del 6 giugno.

Un caro saluto.
dfr

03 giugno 2010

La SS. Trinità: un Dio che ama non da solo!

Trovate nel box più sotto l'omelia per la festa della SS. Trinità. Vi è stata una bella coincidenza nella mia Parrocchia: quella con gli anniversari di Matrimonio. E questo segno, quello della fedeltà feconda di uomo e donna, è quanto di più grande vi sia sulla terra per dire qualcosa dell'agire di Dio.

Mistero dell'amore coniugale
Mistero dell'amore trinitario
due realtà chiamate a manifestarsi congiuntamente.
Un caro saluto.
dfrancesco