una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

20 aprile 2010

Tempo Pasquale

Carissime/i tutti,
trovate le due omelie di domenica 11 e domenica 19 nel box consueto poco più sotto.
Anche dopo la Resurrezione, sia al tempo degli Apostoli (vedi vangelo della domenica dell'Ottava, con l'incredulità di Tommaso o la prima lettura della terza domenica di Pasqua, con Paolo a Roma che si scontra con il non ascolto di molti suoi interlocutori), sia oggi, potrebbe sembrare che ancora tutto rimanga come prima. Ma non è così. E' cambiato il cuore di chi davvero ha incontrato Cristo, che diviene capace di non giudicare, di non essere ossessionato dalla salvaguardia di sé ad ogni costo, di non stancarsi (non per forza sua, ma di Cristo!) di cercare le vie della riconciliazione e dell'ascolto, di provare a dare ascolto alla sofferenza altrui, e non solo alle proprie - magari giuste - rivendicazioni.
Allora come oggi, questa via sembra stolta e improduttiva agli occhi dei più, anche all'interno della comunità dei discepoli.
Allora come oggi, l'assunzione di questa via è un dono di grazia e non può diventare né essere ancora una volta una qualche forma - magari molto sottile e nascosta da una falsa umiltà - di affermazione di sé: perché chiunque - prima di incontrare realmente Cristo e la Parola della Sua Pasqua - è nella condizione degli Undici la sera di Pasqua o di Paolo prima dell'incontro "disarcionante" sulla via di Damasco: consapevole (e magari oppresso) dai propri errori, colpevoli o no; oppure troppo sicuro di sé per avere un Dio diverso dal proprio io gonfiato a dismisura (e che pure si pasce - oh sì! - di pensieri teologici e spirituali!).
Per questo, la scelta di camminare "sulle orme di Cristo" è sempre accompagnata dal dono della consapevolezza della propria condizione di peccatore: un dono prezioso, da chiedere sempre di non dimenticare! E insieme dalla consapevolezza che la prova migliore che si sta seguendo davvero Cristo risiede non nel successo o nel plauso altrui, bensì nell'umiliazione (che è insieme figlia e madre dell'umiltà, ma non per questo meno difficile da accettare!) e nell'umano fallimento.
Eppure - e questo non è meno vero, né da dimenticare mai! - in questo processo del cuore e della mente non è la tristezza a prevalere, né una sciocca e inautentica ricerca di un dolore del quale e nel quale compiacersi. Piuttosto, è la gioia pasquale: un'alba di luce che a poco a poco si fa strada nell'animo, che si nutre di stupore e di una inattesa speranza, e che genera una pace il cui primo segno è - se non ancora la capacità - almeno il desiderio di non provare più odio o risentimento per alcuno.
Che bello potersi dire - nel segreto della coscienza, dove non si può mentire - che siamo su questo cammino!
Che bello poter almeno condividere con degli amici e dei compagni di strada questo desiderio di incamminarsi, perché è grazia immeritata già il poter parlare con qualcun altro di queste cose grandi e meravigliose! E la compagnia di un fratello o una sorella che come te sono "ladroni perdonati", è essa pure un segno e un dono della Pasqua di Risurrezione!
E questo è l'augurio per questo tempo pasquale. Altro, non ne saprei immaginare.
dfrancesco

05 aprile 2010

Pasqua di Resurrezione: la resurrezione della Speranza

Carissime amiche e carissimi amici di blog,
un augurio grande e gioioso di Pasqua!
La forza della Resurrezione del Signore Gesù, un fatto e un evento che (per fortuna) non dipende da noi, e che dispiega la sua efficacia sconfiggendo per sempre la pretesa del male di essere il più forte ("Dov'è, morte, la tua vittoria?", scrive San Paolo), possa diventare un dono accolto da ciascuno di noi, perché possiamo vivere di questo dono!
Oggi, in questa Pasqua 2010, penso che ciò significhi soprattutto re-imparare a vivere di speranza. Una speranza vera e capace di farci muovere passi e labbra, perché ci dice che la forza del Vangelo non dipende da noi e dalle nostre sconfitte e meschinità, ma dal Suo (di Cristo!) desiderio di continuare a camminare con noi, ogni giorno, fino alla fine del mondo. Perché i suoi discepoli non sono "i più bravi", ma, al contrario, quelli che sanno di averlo abbandonato e tradito, e di essere stati "ripescati", ri-accolti e ri-creati solo e unicamente dalla Sua iniziativa. E che cercano di vivere a partire da questo ricordo e da questa consapevolezza. Una frase che mi frulla spesso nella testa, e che mi è cara, è questa: "nullis meis meritis, sed infinita tua bonitate", ovvero: "non per i miei meriti, ma per la tua infinita bontà". E mi sembra si applichi a tutto, proprio a tutto...
Buona Pasqua!
don Francesco
(nel box anche le omelie della veglia pasquale e del giorno di Pasqua)

02 aprile 2010

Venerdì Santo

Il Rito Ambrosiano offre, al termine della giornata del Venerdì Santo, una celebrazione a ricordo della Deposizione del Signore Gesù dalla Croce e della sua sepoltura. E' anche il momento in cui si ricorda la discesa agli inferi di Cristo, per liberare quanti giacevano "nelle tenebre e nell'ombra di morte" e ricondurli a Sé.
Qui trovate l'omelia relativa.
Un augurio affettuoso a tutti di Buona resurrezione
dfrancesco

Settimana Santa e Autentica!

So di essere un po' in ritardo con l'omelia della domenica delle Palme, ma spero che possa essere ancora utile, insieme all'omelia di questa sera, Giovedì Santo (nel solito box più sotto).

Auguro a tutti di stare in questi giorni con il Signore, per vedere quanto e come il nostro cuore riesce a mostrarci le sue vie!!
dfrancesco