una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

26 dicembre 2009

piccola aggiunta

Forse a qualcuno potrà interessare l'omelia di Natale, che ho aggiunto nel box in fondo al post precedente.
Aggiungo poi un'immagine da Trafalgar Square a Londra, una città che amo moltissimo e che sa offrire questi splendidi giochi di luce e fontane.
Buon proseguimento della festa!

24 dicembre 2009

Vieni, Signore, nel Natale che è tuo! Per "disarmarci"...




"Ecco, viene il Signore a salvarci".
Quante volte si sente risuonare questa frase nella liturgia di Avvento. Quante volte mi sono ritrovato ad ascoltarla quasi come qualcosa di logico, come qualcosa che avevo capito bene: "Certo - mi dicevo -, il Signore ci salva dal peccato, dal male...". Ma tutto questo restava qualcosa di astratto, sopra la mia testa, o, tutt'al più, poteva concludersi in una generica ammissione dell'essere peccatore, anch'io come tutti, e quindi di avere, sì, bisogno di questa salvezza, ma in fondo sempre coltivando nel cuore la più o meno esplicita consapevolezza che molti altri, più di me, ne avevano bisogno.
Per fortuna, ora non è più così!
Da diversi mesi a questa parte mi sono ritrovato - e vi sono tuttora - in una situazione di vita e di lavoro del tutto nuova e con compiti che difficilmente avrei immaginato di dover assumere. Cosa questo abbia significato, in termini di tempo e di impegno, si può facilmente immaginare dal continuo rarefarsi delle riflessioni postate su questo blog: ma non è di questo che è importante parlare. Piuttosto, mi preme annotare alcune riflessioni di carattere spirituale, che fanno di quello che sta arrivando un Natale del tutto speciale e splendido e che, forse, potranno essere condivise da qualcuno/a che legge.



Molte volte, o Signore, mi sono accostato alla tua immagine, alla tua presenza nel Tabernacolo, all'incontro con te nella Messa, con la crescente consapevolezza che davvero tu sei l'unico Salvatore che possiamo aspettare e nel quale possiamo confidare.
Giorno per giorno, i passi che mi portano verso te sono carichi di pensieri, di visi, di situazioni che si presentano alla mia mente, e che sempre più mi donano la consapevolezza della mia fragilità.

Mi trovo spesso immerso in fiumi di parole delle quali ben poche si potrebbero salvare perché cariche di un qualche significato: eppure, anche in questi fiumi, a volte si trova la pagliuzza d'oro di un pensiero, di un incontro, del cogliere una possibile reale fraternità con chi mai ti saresti aspettato.

Mi tocca sovente prendere decisioni che coinvolgono anche altri, oltre che me. Ma non è affatto scontato che la comunicazione sia vera come sarebbe nei desideri, che si arrivi non tanto ad essere sempre concordi - sarebbe impossibile e forse nemmeno sempre giusto - ma almeno a comprendere le ragioni gli uni degli altri riconoscendosi la reciproca buona fede e il buon diritto di avere opinioni diverse. Perché spesso, purtroppo, ciò che prevale sono le passioni superficiali, lo stravolgersi del pensiero e dei volti, la necessità di difendere qualche interesse personale che non si può o non si vuole confessare...

Quante volte ho dovuto - con tristezza - misurarmi con il limite mio e altrui: con la lentezza della mente e del cuore, con la stanchezza, con la pigrizia, con la non volontà di accettare una revisione delle proprie 'routines' che si paventa faticosa e solo peggiorativa... e dal vedere queste cose negli altri, sempre più consolidarmi nella consapevolezza che - come afferma Silvano Fausti in un suo passo di grande saggezza evangelica - "i difetti che trovi più insopportabili in chi ti è vicino, sono semplice specchio dei tuoi"! Ma nemmeno questa consapevolezza, poi, basta a evitare irritazioni, durezze, scortesie...

Ancora - su un versante del tutto diverso - molte volte ho incrociato cammini di uomini e donne feriti nel loro desiderio di amare e di essere amati: persone segnate da storie malandate, inconcluse, troncate, lacerate dal tradimento, dalla superficialità che ferisce, dall'incapacità di decidere... e che sempre arrivano con un "perché?" sempre gridato, anche quando viene pronunciato sommessamente o tra le lacrime. Uomini e donne che hanno vissuto solo di un desiderio mai riuscito ad incontrare un altra attesa, che anche per questo si domandano dove stia la paternità di Dio... ed ecco nascere il cinismo, la ribellione, le dipendenze, i grigiori trascinati in vite dove sempre è lunedì, che non conoscono o che temono la festa, la vacanza.

E da qui l'altra tragica, triste e realissima possibilità: quella del rifugio in una somma di superficialità che creano - a poco a poco - un mondo artefatto e inconcludente, dove si arriva a credere persino di poter essere capaci di costruirsi una felicità a poco prezzo. E dove invece il prezzo è carissimo, perché - come diceva Sant'Ambrogio - l'abitudine alla superficialità e al vuoto obnubila la mente come una tonnellata di piombo, sempre più riducendo la possibilità di un pensiero diverso, in grado di guardarsi dentro in profondità.

Come potremmo ancora dubitare, o Signore, di avere bisogno di un Salvatore? Di avere bisogno di essere salvati?

Perché la consapevolezza del mio peccato e della mia pochezza non rischi di tramutarsi in cinica ipocrisia...
Perché l'incontro con gli altri non si concluda nell'inganno di offrire loro solo la moneta falsa del mio io...
Perché alle sofferenze inflitte e subite non seguano l'anestesia dei sentimenti e la freddezza di una corazza inescalfibile...

Vieni ancora, Signore Gesù, a insegnarci l'obbedienza al Padre.
A rivelarci una compassione di cui senza te non saremmo capaci, verso noi stessi e verso gli altri.
A mostrarci, con il tuo svuotarti per noi, che solo da te possiamo implorare una reale fecondità per i nostri giorni.

E liberaci da ogni male
concedi la pace ai nostri giorni e alle nostre famiglie.
Con l'aiuto della tua compassione potremo sperare di non aggiungere male a male
e di non essere schiacciati dal male che subiamo,
resi capaci di attendere fiduciosi
che l'incontro con te
sciolga finalmente quei dubbi e quelle domande
che ora possiamo solamente offrirti insieme alla nostra speranza.


- * - * - * -

Vorrei concludere con un augurio, che prendo da una pagina di Atenagora I, Patriarca di Costantinopoli, contemporaneo di Paolo VI.
Vorrei dedicarlo in particolare a chi ha forse avuto l'impressione che le riflessioni di questa pagina fossero un poco pessimiste...
Penso sinceramente di no. E per un motivo molto semplice: non credo sia pessimismo guardare in verità a noi stessi sotto lo sguardo del Signore Gesù. Lui ha voluto scendere fino al gradino più basso, ma proprio perché da lì rinascesse la speranza.
Ed è per questo che con Gesù non si può essere pessimisti. Mai.
E questo lo sperimento ogni giorno grazie alla tenacia, alla semplicità, alla forza, alla serena umiltà di tante, tante persone che incontro e che camminano con il Signore!
E sono queste le persone che aiutano a ritrovare e mantenere la speranza.
E che possono illuminare anche chi pensa di camminare da solo...

Le parole che seguono - ricevute in dono tre anni fa, inaspettatamente e provvidenzialmente - mi hanno sostenuto e mi sostengono tuttora, benché riconosca chiaramente quanto sono lontano dal saperle praticare.
Per questo ve le offro con semplicità e amicizia, nella speranza che possano aiutare qualcuno a intraprendere la strada del vero e più difficile combattimento: quello contro se stessi.
E a tutti auguro: un Buono e Santo Natale.

Don Francesco

Disarmarsi


Bisogna riuscire a disarmarsi.

Io questa guerra l'ho fatta. Per anni ed anni.

È stata terribile. Ma ora, sono disarmato.

Non ho più paura di niente, perché "l'amore scaccia la paura".

Sono disarmato dalla volontà di spuntarla,

di giustificarmi a spese degli altri.

Non sono più all’erta,

gelosamente aggrappato alle mie ricchezze.

Accolgo e condivido.

Non tengo particolarmente alle mie idee, ai miei progetti.

Se me ne vengono proposti altri migliori, li accetto volentieri.

O piuttosto, non migliori, ma buoni.

Lo sapete, ho rinunciato al comparativo...

Ciò che è buono, vero, reale, dovunque sia, è il migliore per me.

Perciò non ho più paura.

Quando non si possiede più niente, non si ha più paura.

«Chi ci separerà dall'amore di Cristo?»

Ma se ci disarmiamo, se ci spogliamo,

se ci apriamo al Dio-uomo che fa nuove tutte le cose,

allora è lui a cancellare il passato cattivo

e a restituirci un tempo nuovo

dove tutto è possibile.


Athenagoras I

Patriarca ecumenico di Costantinopoli dal 1948 al 1972



Per concludere...

Ecco, infine, il link ad un nutrito gruppo di omelie, da dopo Pasqua fino quasi a Natale:



21 dicembre 2009

un minuto di pura simpatia

Eccovi questo simpaticissimo scoiattolo incontrato nel campus di Notre Dame, Indiana, l'11 dicembre scorso. Il video, opera delle scarsissime competenze del sottoscritto, è però un piccolo regalo di simpatia che voglio offrire a tutti.


video