una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

28 settembre 2008

Riprendere o... continuare? L'importante è sapere il perché!

Nonostante i buoni propositi, anche questa volta l'aggiornamento del blog ha atteso quasi... due mesi. Due mesi molto intensi, nei quali molte cose sono accadute e nei quali i giorni di vacanza sono stati brevi parentesi (purtroppo...) "assediate" dal pensiero e dall'inseguimento
delle molte cose da fare e da pensare. Per tornare all'ultimo post, mi viene da pensare che in questa estate non mi è riuscito molto né di svuotare, né tantomeno di fare spazio...

Proprio mentre ripensavo a questa strana estate, all'inizio di settembre, mi è arrivato un duplice, grandissimo dono: innanzitutto la possibilità di riprendere il cammino con l'aiuto di un "fratello maggiore" che da tempo non mi riusciva di incontrare; e poi (finalmente!) la possibilità di prendere servizio in una nuova comunità: la Parrocchia "Annunciazione", che si trova a Milano, nella periferia nord, tra l'inizio della Milano-Meda e la via Pellegrino Rossi. Eccola:


Non c'è che dire... il "salto" dalla Brianza giussanese alla periferia milanese non poteva essere più marcato!!! Nello stesso tempo, però, posso dire di essermi subito sentito "a casa", e per moltissimi motivi. Il primo è semplicissimo e verissimo: il Signore Gesù è lo stesso, a Birone come ad Affori. E anche se cambia la forma delle case (dove ho trascorso la domenica fino a fine giugno, quasi tutte le case erano al massimo a due piani... mentre ora perfino la chiesa, che come vedete non è piccola, quasi scompare tra i palazzi!), desideri, attese, speranze e fatiche degli uomini e delle donne che le abitano sono molto simili, se non addirittura uguali.
E così il cammino riprende in un luogo diverso, oppure - se preferite - semplicemente continua, perché davvero sempre le stesse sono le realtà fondamentali: la fiducia certissima nella presenza di un Padre che non si rassegna ad essere lontano dalla vita di nessuno, la speranza - dono dello Spirito! - che ogni strada, per quanto tortuosa, possa ricevere una via percorribile verso la luve, la carità sperimentata nell'affetto e nei gesti di disponibilità di molti e quella che si cerca - con tutti i limiti di cui siamo consapevoli - di offrire, cercando di modellarla e di modellarsi su quella del Signore Gesù, come la leggiamo nel Vangelo.
Anche su questo, il Signore non è mai avaro di sorprese e di regali. Stamane, subito dopo la messa, una folta rappresentanza della comunità peruviana che vive nella (per me) nuova parrocchia ha portato in processione una statuina di San Rocco (potete vederla dal retro qui a fianco). Nel contempo, c'è stata la consocenza e l'incontro con alcune persone di questa comunità. E, insieme, una percezione immediata: tra 10, 15, 20 anni non sarà più motivo di novità questo tipo di presenze: spero e prego che non sia motivo di rimpianto, per le occasioni perse fin da ora. Mi ha colpito una frase del parroco, oggi. Diceva: "Non chiamiamoli extracomunitari: sono battezzati, fratelli e sorelle nostri, fanno parte a pieno titolo della comunità cristiana! E allora non sono "extra", cioè fuori! A meno che non pensiamo che la Comunità Europea sia più importante della Comunità Cristiana"...
Un simile pensiero mi è rimasto nel cuore. L'ho messo accanto a ciò che sperimento quotidianamente anche in Ambrosiana: non ci vuole molto per suscitare semi di unità e di percezione della comune umanità. Ci vuole però qualcosa di bello. Davanti a quadri che suscitano ammirazione, stupore e commozione, si sperimenta la "comunione del bello": un sentimento che unisce nel nome di una Bellezza che gratuitamente si offre a tutti, e tutti colpisce. E non può non far nascere il desiderio di continuare a cercarla, questa unione, nonostante tutte le nostre debolezze.
E se fosse stata proprio questa l'intuizione che mosse Federico Borromeo, 400 anni fa? Lui ebbe il coraggio, in tempi di scontri e inimicizie, di scrivere che anche dalla sapienza altrui ci possono venire "molte cose utili e giovevoli molto". E forse fu profeta, pensando a un'epoca come la nostra, nella quale il rischio tremendo è quello di pensare che l'unione possa essere fatta solo sul nulla, sulla globalizzazione della Coca cola o sullo stordimento interetnico di MTV, sul diffondersi di mezzi sempre più sofisticati per indorare la solitudine (sempre più tangibile dietro le cuffiette o i lettori di film e musica) o sull'inondazione di spam che ciascuno sperimenta, e che dice chiarissimamente quali siano per molti le priorità (e qui mi fermo, per decenza).
Un grande saluto e augurio di buona settimana a tutti.

Per chi fosse interessato, otete trovare una serie di omelie... "estive" (fino a quella di stamane) aprendo questa cartella: http://www.box.net/shared/a94e63oojt