una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

30 luglio 2008

Non "svuotarsi", ma "fare spazio": ecco la vacanza!

L'avvicinarsi a grandi passi del periodo centrale dell'estate non sembra portare - almeno dalle parti di Piazza Pio XI a Milano - grandi rallentamenti nel lavoro. Anzi: forse per il desiderio di concludere prima delle ferie, è un continuo susseguirsi di impegni, incontri, progetti da definire, decisioni da prendere...
E poi, tra una settimana circa, qualche giorno di vacanza, in montagna, con amici.
"Vacanza": una parola che richiama il verbo latino "vacare": mancare, essere vuoto...
Sembrerebbe suggerire l'idea della vacanza come "svuotarsi" di tutto quello che è routine, vita normale, attività quotidiana. E forse c'è chi questo "vuoto" lo cerca: magari con una vacanza all'insegna del "nulla": quello rinforzato da sostanze e alcol, oppure semplicemente il nulla di chi vive le cose della vacanza (e magari anche le persone, i sentimenti, gli affetti...) già intenzionato a non portare niente a casa, se non l'idea di essersi "svuotato", appunto...
Preferisco un altro senso della parola "vacanza": svuotare, sì, ma non per restare vuoti, bensì per "fare spazio". Fare spazio per ciò che (e per Chi) è davvero importante e necessario. Spazio per la condivisione, per l'amicizia, per il tempo del gioco con i bambini... sotto questo aspetto posso davvero dire di essere fortunato: ho moltissimi amici che mi aiutano a fare della vacanza un'occasione per ricordare e sperimentare queste splendide cose. E, nello stesso tempo, mi danno testimonianza di un modo di amare (quello di sposi e di genitori) così concreto e "tangibile", da essere davvero divino, nella sua piena umanità. Così ho imparato la tenerezza e la dedizione sentendo come un papà o una mamma rassicuravano un bimbo che per la quinta volta si svegliava piangendo durante la notte; ho imparato il servizio e la pazienza quando ho visto stravolgere programmi fatti e attesi, per venire incontro alle esigenze dei piccoli; ho imparato la fedeltà e la sobrietà quando ho colto la gara di due coniugi nel permettere all'altro/a di soddisfare un desiderio in più, nonostante le fatiche economiche...
E, ve lo assicuro, non passo le vacanze con famiglie o coppie di marziani!!!

L'augurio, allora, è quello di poter sperimentare quest'estate un po' di vacanza per "fare spazio" al modo di amare umanissimo e divino di Cristo.

E perciò, a chiusura di questo post, il link all'omelia del 27 luglio:
http://www.box.net/shared/rwtx9xbswg


Buon mese di agosto.

don Francesco

06 luglio 2008

Un tempo nuovo, con una gratitudine profonda nel cuore

E' da poco che ho scritto della festa fatta a don Angelo per i suoi 50 anni di sacerdozio, e già devo tornare con un nuovo post e con molte cose da raccontare.

La prima riguarda un saluto e un distacco: quello dalla comunità di Birone. Domenica 29 giugno ho concluso la mia presenza presso quella Parrocchia, che durava dal settembre 2006. Una presenza limitata nel tempo e nelle attività, ma che è comunque stata importante per quello che ho imparato e soprattutto per le persone incontrate.
Anche in questo caso la parola che non può mancare è "grazie!", in primo luogo a don Angelo per la sua generosità, cortesia ed esempio, e poi a tutti coloro i quali mi hanno accolto con simpatia e disponibilità (e sono tanti!). Non posso poi non ricordare il gruppo Chierichetti e Chierichette, che posso dire di aver avuto nel cuore come una ricchezza preziosa di simpatia, amicizia e disponibilità a servire il Signore Gesù.

Una seconda parola la dico a me stesso: "esaminati!". Già, perché un passaggio di Parrocchia è per un prete sempre come una specie di esame sul suo operato, perché si tratta di capire se hai speso tempo ed energie per legare le persone a Gesù Cristo (e questo va bene!) oppure semplicemente a te stesso (e questo è una grave mancanza, oltre che un danno per la vita spirituale). La risposta non si può dare subito, ma richiede tempo, franchezza e uno sguardo costante su di sé, alla luce del Vangelo. E con tutto il cuore spero che a Birone sempre più persone continuino a guardarsi sotto lo sguardo di Cristo, per giungere a percepire che solo Lui è guida vea, capace di rivelarci chi siamo veramente e di aiutardi a camminare verso una progressiva maggiore somiglianza con Lui.

E, infine, una terza parola è quella del servizio alla Parola: l'omelia di domenica 6 luglio in formato audio, per continuare a condividere allcune riflessioni.
http://www.box.net/shared/80mpg714cc