una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

03 febbraio 2008

Giornata della e per la Vita

A un mese e mezzo dall'ultimo post, quando ormai la Quaresima è alle porte, mi accorgo che è ora di "smaltire" l'arretrato accumulatosi fin da quest'estate. Mi riferisco naturalmente ai files audio delle omelie che tengo settimanalmente nella Parrocchia in cui presto servizio. Ne avevo ancora dell'agosto scorso, registrate e mai messe sul sito. Siccome diversi amici me ne hanno confermata l'utilità, allora penso valga la pena di occupare un po' di spazio sul web per offrirle da scaricare o ascoltare.
Ma questo post non vorrebbe essere solo la presentazione di qualche nuovo file. Sono infatti molti gli argomenti e le riflessioni che mi occupano la mente in queste settimane a dire il vero un po' sempre alla rincorsa (ma chi non vive così?) e premono per venire alla luce... magari ancora in uno stadio prematuro, poco "decantato" nel pensiero e nella preghiera.
Provo ad andare per punti, certo per evitare di dilungarmi troppo, ma anche e soprattutto per provare a "filtrare" temi e soggetti.

  • il sorriso. Ero in Pinacoteca, oggi, in attesa della visita dei delegati per l'Expo 2015 (sì, anche l'Ambrosiana è stata uno dei luoghi di Milano mostrati in questi giorni). Una signora varca la soglia, le sorrido e mi viene incontro. Le indico dove si va per la biglietteria, e lei mi dice: "Ah, ma lei è un prete. Ecco perché può sorridere alle persone!". Ribatto: "Non mi sembra che sorridere sia una esclusiva dei preti..."; "E invece sì: gli altri non lo fanno". Mi ha lasciato un po' perplesso: cosa avrà mai voluto dire? Ad essere sincero, non ho mai pensato che il mio sorriso valga granché; anzi: sovente mi è stato rimproverato di essere un po' troppo arcigno o imbronciato. Tranne che in un'occasione ricorrente: quando celebro la Messa. Lì cerco di sorridere il più possibile, soprattutto quando distribuisco l'Eucaristia. A molti, vedo, questo pare strano; forse qualcuno pensa anche che sorridere sia poco consono alla sacralità del gesto. Eppure, nulla e nessuno mi possono convincere che Gesù stesso non sia lieto di entrare in comunione con le persone che lo cercano. E quindi anche un prete non dovrebbe essere altro che contento nel vedere donne e uomini che si accostano al Signore, ben sapendo che qualche volta è già un miracolo che lo credano davvero lì, nonostante che la sua (del prete) umanità sovente faccia da schermo (speriamo non da muro!) alla Presenza...
  • Giornata per la Vita. Non molti giorni fa, la confidenza di un'amica che sta iniziando i terzo mese di gravidanza mi ha allargato il cuore. Mi ha raccontato, dopo una ecografia di routine, l'esperienza di vedere questo bimbo ancora piccolissimo (3 cm, mi ha detto) che muoveva braccia e gambe, che si scostava davanti all'ecografo, che mostrava di interagire con il corpo della madre... e la percezione chiarissima di essere davanti a una persona della quale subito ti senti responsabile, nei confronti della quale immediatamente si crea un legame per la vita. Molte altre volte ho raccolto simili confidenze, così come in altre occasioni quelle - assai più dolorose - in occasione di aborti spontanei, quando anche se le settimane sono poche, la certezza di aver perso un figlio è dolorosamente, pienamente consapevole. E quale importanza ha - in queste situazioni - che il dolore si possa condividere, che il lutto sia vissuto dai due genitori, nella certezza che, in un modo misterioso ma realissimo, la vita di quel figlio non nato è custodita e preservata dall'abbraccio di Dio. E che quel figlio non nato è comunque consapevole di essere stato chiamato alla vita e grato per chi lo ha desiderato. Questo ci dice la fede. Questo, paradossalmente, è il percorso di guarigione e di conversione che si apre anche per chi l'abbia volontariamente interrotta, l'attesa di un figlio. Solo l'aprirsi alla buona notizia che perfino quella vita non nata è protetta e chiamata alla comunione con Cristo - e quindi anche al perdono nei confronti di quelli che rimangono i suoi genitori - può permettere di ritrovarsi, in un abbraccio misericordioso, liberati dal rimorso o dalla rimozione che devasta l'interiorità di una persona. E sia detto chiaro: quanto spesso la responsabilità maggiore è dell'uomo, che fugge o lascia sola a decidere - che tragica caricatura di un preteso rispetto della libertà altrui! - la donna, rischiando così di essere doppiamente omicida...
  • Gioia/Beatitudine. Quest'oggi il Vangelo domenicale è quello delle Beatitudini (Mt 5). Viene considerato quasi il "discorso programmatico" di Cristo. Una constatazione folgorante: "Beati" significa "felici", "pienamente lieti". E' la prima e più importante qualifica che Cristo riserva per i suoi amici, l'aggettivo che denota quanti riconoscono di essere dei poveri ma ricolmati di doni gratuiti da parte del Padre. Come a dire: a Dio interessa innanzitutto la felicità dei suoi figli. Questo è il cuore dell'annuncio cristiano. Ma ce ne siamo accorti? Onestamente, se penso a tanti volti che vedo a Messa, ovunque la celebri, non sempre si direbbe!
Si è fatto tardi... buona vita a chi leggerà queste note.

Ed ecco qui dove cliccare per aprire la cartella con gli ultimi files audio delle omelie



Buon cammino!