una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

23 dicembre 2007

Gli auguri per il Natale 2007

Carissime Amiche, Carissimi Amici,
vi offro alcune parole scritte da S. Ambrogio circa 1600 anni fa (ma ancora assai valide!) e un'immagine che mi è molto cara (custodita nella Pinacoteca Ambrosiana, il luogo dove ora abito e lavoro) perché possano essere di aiuto e meditazione in questo Natale.

"Cristo è la gioia,
è lui il bambino partorito
da chi accoglie
nel grembo della propria anima,
lo spirito di salvezza...
Cristo infatti è nato da Maria
in modo da farsi riconoscere da te,
e in modo che tu sappia
che lui è il tuo creatore.
Allora non nutrirlo come un neonato,
ma riconoscilo e adoralo
come Dio vero e perfetto
da Dio vero e perfetto".

Oggi più che mai, Cristo Signore ci chiede di non trattarlo "come un neonato", come una favola per i bimbi... La Sua fragilità di bambino è il modo scelto perché smettiamo di pensare a Dio come a un "forte" come sono i forti della terra; come spesso - purtroppo - vorremmo essere anche noi, soprattutto nei confronti di chi ci fa del male o, semplicemente, ci infastidisce.
L'onnipotenza di Dio sta nel non avere paura di farsi totale impotenza, pur di mostrarsi come uno di cui nessuno possa avere paura. Ma questo significa anche che non abbiamo scuse se lo rifiutiamo o - peggio - se continuiamo a falsificare Dio, parlandone come di qualcuno di cui temere i castighi.
Il castigo più grande - e non ve n'è di peggiore - è il rifiuto di imparare da lui cosa è la vera umanità.
Accogliere lo spirito di salvezza, allora, significa non smettere più di desiderare di essere a sua immagine, avere come anelito quotidiano il diventare strumento e segno di lui, anche solo con una parola, un gesto, un pensiero dei mille che ogni giorno affollano la nostra vita.
E' questo, con affetto, l'augurio che ti faccio.

Che l'umanità di Cristo irraggi su di te come la luce più chiara, così come mostra questo splendido quadro (Vitali Alessandro, Presepe, Replica da Federico Barocci, inizio XVII secolo - © Veneranda Biblioteca Ambrosiana)