una "strada virtuale" per camminare insieme, tenuta da un prete milanese di (40) (41) (42) (43) (44) (45) (46) 47 anni, sempre più felice della sua scelta di vita (che è poi il dono di un incontro e di una chiamata!) e di tutto ciò che essa comporta, tra cui in particolare la compagnia di tanti, tanti amici!

24 dicembre 2005

Pensiero di Natale

Natale 2005
A quanti sono stanchi di Natali "di plastica e lustrini" offro una riflessione che ha una "pretesa": illuminare e riprendere il significato più profondo della nascita di Gesù Cristo: in lui Dio si mostra profondamente, irrevolcabilmente coinvolto nella vicenda della nostra umanità, fino a mostrarsi "divinamente umano", perché capace di assumere in pienezza i tratti della nostra vita.
Credo in un Dio che si è fatto uomo, perché questo evento dice che ogni paura che Dio sia nemico della nostra piena realizzazione è solo un'immagine distorta di Lui, e di conseguenza genera immagini distorte anche di noi stessi!


Aride gole, ricche
solo di grida. Cuori
vuoti di affetti in corpi
gonfi - ma non mai sazi -
e sterili e inutili baci,
attese violate,
parvenze di amore
in assenze di vita
nuova: da qui certo ebbe inizio
la scintilla di sgomento
che Ti accese
di compassione, che fu ali
per la discesa,
planata,
dagli astri allo strame.

Ma non è tutto: non basta, non spiega.

Non fu solo pietà
che ti mosse,
perché mai luce fu senza gioia.
E desiderio Tu sei
ma non solo - oso credere -
di salvare nel dare...

Così bisognoso, Ti sei sorpreso
- e ci hai sorpreso -
a desiderare un seno gonfio
e caldo di Madre
da premerci il viso,
a chiedere
mani con visi
e sguardi e carezze e cure che noi
- quanto stolti! -
indegne di un Dio credevamo.

Eppure
divino è il bisogno
divina è l'indigenza
divino il piangere
inerme
di un nato che dona
alla madre
l'inaudita esperienza
di essere ella stessa
onnipotenza che ama;
che decide un uomo
a farsi scudo e riparo
per amore
di chi è più debole.

E allora oggi e ancora
vieni a salvare
la nostra - negletta -
capacità di donare.

L'amore non si esprime solo nel dare,
ma anche (e forse soprattutto) nel ricevere,
che è assai più difficile, perché chiede di riconoscersi mancanti di qualcosa.
Mostrandosi bisognoso di tutto, Cristo si affida
- ora come allora - alla nostra risposta:
rischia il rifiuto, l'indifferenza, il disprezzo...
ma insieme dichiara la grandissima dignità di noi,
che siamo resi degni di prenderci cura di Dio stesso, nell'umanità del Suo Figlio.
Ed è consolante pensare che Cristo venga
non solo per colmare la nostra indigenza,
ma anche per lasciarsi riempire e rallegrare dai gesti semplici e luminosi
degli sposi che dicono sì alla vita
di quanti sanno cos'è "prendersi cura"
di chi lotta perché ogni fratello e sorella
- anche i più devastati dalla vita -
si scoprano capaci di donare.
Il mio augurio più bello è che tu sia tra quanti
rallegrano il cuore di Dio.
BUON NATALE!
don Francesco

10 dicembre 2005

Da dove iniziare?

Da dove comincia un Blog? Non è una domanda difficile: dalla voglia di comunicare nel modo più semplice e più accessibile a tutti...
Da un po' di tempo desideravo "fare il grande passo" ed entrare più stabilmente in una piazza virtuale che permetta di mantenere i legami con gli amici e di trovarne - possibilmente - di nuovi. La fine del dottorato e l'inizio di una nuova fase per la mia vita mi hanno fatto decidere, e in una notte di dicembre sta prendendo forma questa nuova occasione di incontro.
Siamo appena agli inizi, e dunque... abbiate pazienza!
Precisazioni, presentazioni del sottoscritto, informazioni più ampie seguiranno presto (speriamo!), così come tempo e capacità lo permetteranno.

Solo - per cominciare - due parole su di me: sono un prete di quasi quarant'anni, abito nell'hinterland milanese e sono felice di una scelta di vita che mi permette quotidianamente di vivere relazioni belle, intense e profonde sia con Chi sta "sopra" di me, sia con gli amici e le amiche, i fratelli e le sorelle con cui mi trovo a condividere qualche pezzo di cammino.
Credo nella "strada" come immagine più bella della vita degli uomini, e chi ha provato a camminare in montagna con un gruppo di amici sa che la strada ti offre uno stile fatto di compagnia e di attenzione reciproca, di riconoscimento delle stanchezze proprie ed altrui e di disponibilità ad aiutare chi vorrebbe fermarsi ai lati del sentiero...
Ecco, questo è ciò che anche un blog - a mio avviso - potrebbe aiutarci a vivere.
Buon cammino!

don francesco